Riflessioni

Nella vita di ogni essere umano arriva un momento in cui si chiede qual’ è lo scopo della propria esistenza, ed è un momento molto importante, iniziare a cercare le risposte equivale a iniziare a conoscere la vita.
Spesso mi è stato chiesto con un po’ di sarcasmo, perché le persone che iniziano un cammino spirituale sono di solito quelle che hanno vissuto o si trovano a vivere esperienze di dolore. E’ semplicemente una via di fuga per dimenticare l’ esperienza ?

Questa è una domanda ricorrente e molto importante alla quale rispondo sempre molto volentieri.
Io credo che non sia una fuga ma che anzi, il cammino rappresenti una svolta nella nostra vita e soltanto le persone disposte a mettersi in discussione scelgono di intraprenderlo. Sono le persone più coraggiose, perché rivedere il proprio vissuto e riconoscere le propri difficoltà ed eventuali errori non è per nulla facile.

Il dolore è un’ esperienza inevitabile nella vita di ogni individuo, ma può rappresentare una grande opportunità , dipende molto da come lo si affronta, da come lo si guarda. Spesso lo si nega, ma quello stesso negare porta a vivere una vita di paura, quel dolore non ascoltato con il tempo si fa risentire manifestandosi attraverso disagi, ansie, disturbi del comportamento , fobie, insonnia, stress, fino a sfociare spesso in malattie più o meno gravi.

Tutti, che ci piaccia o no, ci troviamo prima o poi a vivere l’ esperienza del dolore, e possiamo decidere di riconoscerlo o negarlo. Riconoscerlo equivale a crescere e ad evolvere, negarlo porta a ricercare il benessere nelle cose esterne che sono sempre illusorie non perché non esistono, ma semplicemente perché in continua trasformazione e mutamento, perché soggette al tempo e allo spazio, transitorie e fonti di nuove delusioni.
Inizia un cammino chi si pone delle domande sul perché della vita, del dolore e dell’ amore. Porsi delle domande, è il primo passo verso la guarigione.

Namastè,

Tina Vastarella

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